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Pupazzo Di Calcio Avventura


Pupazzo Di Calcio AvventuraDescrizione Del Gioco

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Continua a remare! Andiamo! Fermi! Non continuate ad avanzare! Non avete il permesso di entrare in Vietnam! Invertite la vostra rotta! Fermi! Non ci sparate! Non ci sparate! Non siamo criminali! Non avete il permesso di entrare in Vietnam! Chiediamo asilo! Siamo solo una famiglia! Ci serve aiuto! Fermi! Non continuate ad avanzare! Non avete il permesso di entrare in Vietnam! Sto portando la mia famiglia in Vietnam! Jack! Non potete procedere oltre! Girate subito la vostra barca! Non sparate! Noi non torniamo indietro! Non sparate! Non sparate! Mettete giù le armi! Questa barca è ora in acque vietnamite! Se sparerete, lo considereremo un atto di guerra! Questa barca è ora in Vietnam! Abbassate le armi! E’ finita, amore. Vieni radio Vieni. Amore radio Papà, mi racconti ancora la storia di come sono nata? Ok. Beh radio avevo pensato che sarebbe stata una bella idea fare radio un video mentre radio mamma ti dava alla luce. Le dicevo, “Spingi più forte, spingi più forte” e radio lei mi ha lanciato uno sguardo del tipo radio sai quello sguardo che lancia la mamma, del tipo radio Hai un bel problema! E poi sono venuta fuori. Poi sei venuta fuori. Sì. Sei venuta fuori. E poi mi hanno sculacciato. Beh, sculacciano tutti i bambini, perché cercano di cominciare a farli piangere. E lei non piangeva? No, lei non piangeva. Quindi ti hanno sculacciato di nuovo, e poi l’hanno sculacciata di nuovo e poi ancora di nuovo. Però io non respiravo. Esatto. E poi altri dottori sono arrivati di corsa nella camera, portando altri macchinari e radio l’infermiere ha detto: “Dovrebbe spegnere quella videocamera”. E radio E poi il tuo papà mi ha guardata e ha detto radio “Devi parlarle radio Devi dirglielo tu radio di respirare, perché riconosce la tua voce”. “Ad alta voce. Avanti, diglielo”. Così ho iniziato a urlare: “Respira, Lucy! Respira, piccola Lucy, per favore!”. E poi ho respirato? Sì. E poi hai respirato. E poi ti ho portato dalla mamma, lei ti ha abbracciata per la prima volta e io ho detto: “Non ti preoccupare,


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