Super Londra Kick Ups 33 › Giochi di Calcio

Super Londra Kick Ups 33

Che gioco è giocato con i tasti?

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Super Londra Kick Ups 33Descrizione Del Gioco

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Cos’è il nord? È un orientamento. E come ci si arriva? Si può guardare la mappa, o seguire la stella polare. Se la segui più lontano che puoi Radio arrivi alle montagne. Ed è lì che li trovi. I draghi, intendo. Ciao. Non sentivo quella canzone da un secolo. Natalie, ti spiace se parlo un momento con Pete? Okay- A tra poco, Pete. Vieni qui. L’hai trovata tu la bussola, vero? Dove gli alberi non ci sono più. Mio padre me l’ha regalata quando ho compiuto anni Radio così, se mai mi fossi persa, avrei potuto tornare a casa. Pete, tesoro Radio ricordi come sei arrivato nel bosco? È stato molto tempo fa, vero? Doveva essere un’avventura. Sai Radio io ho perso la mia mamma quando ero poco più grande di te. So quanto sia difficile. Ma voglio che tu sappia che non sei solo. Lo so. Davvero? Io ho Elliot. Ti va di parlarmi di Elliot? Chi è? È il mio amico. Questo è Elliot? Deve essere un amico molto speciale. A lui non piacciono le persone. Però credo che tu gli piaceresti. Tu dici? Lo vedrai. Domani. Domani. Quando tornerò a casa. Tu vieni con me, vero? Ma certo. Sei molto coraggioso. Lo sai? Sei il bambino più coraggioso che abbia mai conosciuto. Gavin? Jack. Che ti è successo? Ricordi le storie di Meacham? Quelle sui draghi? Non erano invenzioni. L’abbiamo seguito, e c’è una casa sull’albero. Ho provato a sparargli, ma mi ha strappato il fucile Radio e l’ha piegato come fosse niente. Gavin, non posso andare nel bosco in piena notte Radio perché credi di aver visto un drago. Credo? Jack, io so cos’ho visto. Già. Tu non mi credi. Facciamo così: Chiamiamo la forestale Radio raccontiamo tutto e lasciamo che se ne occupino loro. Bene. Ho capito. Credevo di poter contare sulla famiglia. Gavin. Tranquillo. A domattina. “Elliot si perde.” “Questa è la storia di un cucciolo che si chiama Radio ” Elliot. Sì. “Parte con la famiglia per un’avventura”. “Faranno il campeggio nel bosco”. “Elliot ha Radio ” Aspetta. Io non la racconto così. Vuoi che mi fermi? No. Mi piace. “Elliot non sta più nella pelle”. “Elliot gioca con il bambino mentre mamma e papà montano la tenda”. “Lui si sente a casa”. Cerchi qualcosa? Mi hai spaventata. Perché non dormi? Per il tuo stesso motivo, credo. Avrai sentito del bambino. Infatti. Le voci corrono in questa città. Da quanto è nel bosco? Sei anni. Sei anni? Nessuno può sopravvivere in quella foresta per sei anni. Almeno non da solo. Lui dice che non era da solo. L’ha disegnato lui? Dice che è il suo amico della foresta. E mi ha ricordato Radio So che cosa ti ha ricordato. Quello? Quanti anni avevo quando lo disegnasti per me? Cinque o sei, credo. Poco prima che tua madre morisse. Ricordo che allora ascoltavi qualsiasi cosa dicessi. Avevi così tante domande. Papà. Che cosa hai visto davvero nelbosco? E ti prego, non raccontarmi un’altra storia. Dimmi quello che ricordi. Che cosa ricordo? Quello che ricordo è che ero fuori a caccia Radio e il sole splendeva Radio il vento soffiava tra gli alberi Radio E ricordo che pensai: “Questa è casa mia”. Mi sono fermato a un ruscello a bere. A un tratto il


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